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Il marketing dell’omeopatia 1/2

In Quackery on maggio 24, 2009 by lawandeconomics

Che cos’è la medicina omeopatica? Dopo duecento anni di sperimentazioni e di ricerche, si è compreso che si tratta di un elaborato sistema di placebo che può indurre nel paziente predisposto la sensazione di star facendo qualcosa per la propria salute. Punto. Non produce danni diretti, in quanto i cosiddetti rimedi omeopatici dal punto di vista puramente farmacologico altro non sono che semplici compressine di zucchero. I danni indiretti dell’omeopatia possono essere invece molto rilevanti perché (1) introduce un elemento di insincerità nei rapporti tra medico e paziente quando non venga chiarito preliminarmente che il rimedio omeopatico è solo una caramella e (2) può distogliere i pazienti da cure più efficaci per le sue patologie.

In verità, gli omeopati tendono ad essere abbastanza cauti nel suggerire rimedi omeopatici per malattie serie (sebbene i casi – tragici – di questo tipo non mancano). Se avete tempo da perdere e sufficiente curiosità per la pseudoscienza, partecipate a un congresso di omeopatia oppure fatevi ricevere da un omeopata. I discorsi che ascolterete partiranno invariabilmente dai principi primi della medicina e saranno pieni di parole come olistico, succussione, energie sottili e memoria dell’acqua. Incontrerete anche critiche radicali alla medicina ortodossa, ritratta generalmente come un’insieme di ottuse pratiche disumane. Dopo la messa in campo di questo potente arsenale metodologico si sarebbe quasi pronti a scommettere di trovarsi di fronte a una disciplina capace di assicurare la cura di patologie gravissime.

E invece no. Se l’omeopata che vi trovate davanti supera la soglia minima della decenza medica, nel caso in cui riscontrasse in voi qualche patologia grave vi indirizzerebbe senz’altro verso un medico vero. Se però gli chiedeste un aiuto per superare il raffreddore stagionale o per un diffuso senso di stanchezza, allora vi suggerirebbe tantissimi rimedi dal miracoloso effetto terapeutico. In pratica, se gli omeopati si avventurassero nel trattamento di malattie serie, molto probabilmente si esporrebbero al rischio concreto di ricevere azioni legali da parte dei propri pazienti.

In un mondo nel quale gli individui valutassero l’efficacia dei farmaci sulla base dell’evidenza scientifica, gli omeopati dovrebbero cambiare mestiere. Viviamo in un mondo imperfetto, tuttavia, e la domanda di illusioni trova sempre un’offerta abbondante pronta a soddisfarla. Si tratta quindi di un problema di confezionare al meglio il servizio omeopatico, in modo da minimizzare i rischi di azioni legali. In questi casi, la conoscenza delle tecniche di marketing è di grande aiuto.

Ve le spiego in un prossimo post.

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4 Risposte to “Il marketing dell’omeopatia 1/2”

  1. Bello il nuovo look. L’omeopatia è il classico tema di discussione/rissa del post pranzo di Natale in famiglia da noi. Purtroppo ho una cugina che crede che si possa guarire con l’acqua o con lo zucchero…

  2. Sei una persona prevenuta che non ha un minimo di conoscenza della medicina omeopatica. Prima di criticare vestiti di umilta’ e leggi perchè sei rimasto al medioevo. auguri

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